Brianzacque: 98 milioni di investimenti nel triennio e sguardo proiettato verso il futuro

Un'azienda che guarda verso il futuro e che è pronta a mettere sul piatto ben 98 milioni di euro per investimenti nel periodo 2016-19. Enrico Boerci, presidente di Brianzacque, racconta a cuore aperto l'attivtà del gestore unico del servizio idrico integrato sul territorio di Monza e Brianza

La politica aziendale è quella di compiere saggiamente un passo dopo l'altro. Però, visti dall'esterno, quelli di Brianzacque sono davvero passi da gigante. Basta guardare un po' indietro nel tempo per capirne la misura. Partiamo dal 2013, anno in cui ha mosso i primi passi. Ieri, tutto sommato, per chi conosce bene le tempistiche delle aziende. Ebbene, eravamo a 1,5 milioni di euro di investimenti sul territorio. Oggi siamo a 98 milioni di euro di investimenti previsti per il periodo 2016-2019.

"Sono investimenti importanti - commenta il presidente Enrico Boerci, rifiutando il ruolo di persona con la bacchetta magica - che riusciamo a garantire senza aumentare le tariffe a carico degli utenti. Per me non si tratta di magìa, ma di capacità gestionali dell'intera struttura aziendale".

Il presidente, per quanto soddisfatto dai numeri, considera di primaria importanza il fatto che sul territorio, negli anni, si sia arrivati a un unico gestore del servizio idrico integrato.  "Da una realtà composita e frazionata - spiega Boerci - arrivare a questa situazione è stato fondamentale. Intanto perché i Comuni brianzoli hanno un unico interlocutore. E poi perché questo ha un piano completo e omogeneo su tutto il territorio. Quando abbiamo via via assorbito altre società o acquisito la gestione di alcuni Comuni, il nostro impegno è stato quello di fare una mappatura".

Sul tavolo, contemporaneamente, subito alcuni problemi da affrontare e ritenuti non più rinviabili nel tempo: in primis il depuratore di San Rocco con un intervento da record in termini di velocità di realizzazione e di efficacia, comprensivo di copertura delle vasche di ossidazione e dimensionamento corretto degli impianti valutando anche i Piani di Governo del Territorio dei vari Comuni. E poi affrontando anche criticità che si sono presentate all'improvviso quale la prevenzione delle alluvioni. "Questo - afferma il presidente della multiutility - è un tema molto sentito anche dalla popolazione. Stiamo sviluppando progetti a 360 gradi; abbiamo anche offerto la nostra disponibilità per la gestione del reticolo idrico minore. Non dimenticherei tra i lavori realizzati, forse poco visibile ma non per questo meno importante, l'intervento sugli scarichi fognari entro il 31 dicembre 2015 per evitare l'infrazione comunitaria".

In più, negli anni, una continua attività di sensibilizzazione. Nelle scuole, certamente, ma anche cercando di raggiungere i cittadini in ogni modo, compreso il progetto "Brianza in brocca" che, attraverso i ristoratori, mira a fare scoprire quanto l'acqua del rubinetto brianzolo sia di assoluta qualità, anche grazie a un laboratorio interno all'azienda considerato tra i più avanzati del settore.

A distanza di qualche anno dall'inizio dell'avventura di Brianzacque, Boerci può anche tirare le prime somme: "Innanzitutto va un grazie ai Comuni che credono in noi. Bello vedere che, indipendentemente dalle coalizioni che li governano, il rapporti di stima c'è sempre. Tutti ci sentono un po' 'loro'. Crediamo di ripagarli nel migliore dei modi. Ci muovono l'entusiasmo e la passione. Non è stato facile per me, perché ho dovuto investire tempo e studiare, non è stato facile nemmeno per i dipendenti perché arrivavano da sette aziende diverse. Ora sanno di avere una identità. Non abbiamo intenzione di adagiarci su quanto è stato fatto finora. Cerchiamo sempre di capire le esigenze del territorio e del mercato. Anche quelle degli utenti, naturalmente, altrimenti non avremmo nemmeno introdotto lo sportello a domicilio. L'attenzione nei confronti delle fasce più deboli non verrà mai meno, con questi gesti così come con il bonus idrico per il pagamento della bolletta".

E, stuzzicato dalla domanda, Boerci non nasconde il sogno che ha nel cassetto: "I fanghi. Non è fantascienza, ci stiamo lavorando. Vorrei tanto che non si arrivasse più a pagare per lo smaltimento dei fanghi ma che, al contrario, questi possano diventare una risorsa. Hanno un potere calorifico che può e deve essere valorizzato".